Operazione pellegrino

L'operazione Pellegrino è il nome in codice di uno dei più grandi interventi offensivi contro il Black Book da parte di Aegis negli ultimi anni.

Tramite una grande opera di organizzazione che ha straordinariamente coinvolto numerose cellule dell'agenzia è stato possibile identificare un notevole numero di strutture sparse per il mondo (principalmente nel sud-est asiatico) appartenenti alla rete scientifica del Black Book.

L'attacco, avvenuto il 1/2/2010, è stato eseguito tramite organi governativi in congiunta con unità militari americane e locali ed è stato condotto in simultanea per ottenere il vantaggio dell'effetto sorpresa e diminuire le possibilità del Black Book di sparire.

Come risultato, la rete scientifica del Black Book è stata notevolmente indebolita.

EVIDENZE


Tra i benefici dell'operazione è bene annoverare la conferma di numerose teorie riguardanti il Black Book e la loro politica esecutiva:

- la maggior parte del personale recuperato era impiegato contro la propria volontà, in condizioni di elevato stress o disagio.

- il materiale di provenienza extraterrestre in possesso del Black Book supera di molto quello fin ora analizzato da Aegis, conseguenza questa della politica di scambi tra gli agenti NDD ed i visitatori.

- li studi e gli esperimenti condotti dal Black Book ignorano qualsiasi legge etica e non sembrano in nessun modo attui a migliorare la condizione umana in questo "negoziato".
La prossimità e la negligenza di tali progetti lascia pensare ad uno scopo occulto di diverso genere dal semplice approfondimento di carattere scientifico.

- gli agenti NDD sono disposti sovente a suicidarsi piuttosto che cadere in mano nemica. Questo, in accordo con diverse esperienze di Aegis, fa sospettare che l'operazione abbia colpito sì obbietivi sensibili, ma del tutto sacrificabili per il Black Book.

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